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Prendendo spunto dalle ripetute critiche alla qualità del nostro lavoro di sottotitolazione in diretta, effettuato per RAI, espresse dall’ENS (Ente Nazionale Sordi) con articoli sul proprio sito o con agenzie diffuse, vogliamo chiarire alcuni aspetti in merito ai quali riteniamo di avere la giusta autorità.
Naturalmente non abbiamo alcuna intenzione di entrare nel merito del rapporto che l’ENS ha con la RAI, né sulle critiche che l’ENS muove nei confronti della stessa, relative ai programmi sottotitolati o all’osservanza del Contratto di Servizio, in quanto la Colby, essendo soltanto un fornitore, ne è totalmente estranea.
Lo scopo di quanto segue è solamente cercare un punto di partenza per migliorare un prodotto, svolto con grande professionalità dalla nostra Azienda, da sempre vicina ed attenta alle esigenze dei Clienti (nello specifico, la RAI) e dei fruitori dei sottotitoli, circa 4.000.000 di non udenti in Italia, che comprendono i circa 32.000 iscritti all’ENS.
La sottotitolazione in diretta attraverso riconoscimento vocale è una realtà consolidata da 5 anni in Inghilterra e da poco più di un anno in altre nazioni europee, tra cui l’Italia.
Essendo i software di riconoscimento vocale progettati e nati per la lingua inglese, l’esportazione in altre lingue ha creato e continua a creare parecchie difficoltà tecniche. Per questo motivo la Direzione Sistemi di Colby ha lavorato due anni per mettere a punto un sistema, brevettato a livello mondiale, che consentisse la corretta fornitura di un servizio di sottotitolazione in diretta su lingue differenti dall’inglese, pur mantenendo la stessa affidabilità dei software originali.
Inoltre, la particolarità della sottotitolazione di una trasmissione televisiva in diretta, spesso per motivi organizzativi non preceduta da una scaletta o altro materiale utile alla preparazione, implica una enorme quantità di problematiche, come la presenza di numerosi vocaboli esteri, cognomi, neologismi, dialoghi sovrapposti o concitati, ridondanze, frasi lasciate in sospeso, termini gergali o in dialetto, citazioni, doppi sensi, ecc., che devono essere “risolte” e rese “comprensibili” in quell’istante, senza la minima possibilità di ritardo o correzione. Il nostro sistema è L’UNICO che rende semplice la risoluzione di queste problematiche, ma non certamente eliminandole del tutto.
Riferendoci all’ultima agenzia diffusa dall’ANSA da parte dell’ENS, dove il Presidente Dott.ssa Ida Collu dice “che la sottotitolazione di Porta a Porta dello scorso 15 settembre era assolutamente incomprensibile e di conseguenza vergognoso che la RAI abusi di questa modalità di sottotitolazione ancora approssimativa e sperimentale”, abbiamo effettuato una accurata analisi della trasmissione in questione.
Per l’analisi della correttezza esistono vari metodi: il più diffuso, usato in Inghilterra, assegna un punteggio di 0,5 ad ogni errore “trascurabile” che non inficia gravemente la correttezza della frase (come la mancanza di una congiunzione oppure congiunzione al posto del verbo o viceversa), ed un punteggio di 1,0 per ogni errore “grave” che modifica il senso della frase (come una parola al posto di un’altra). Siccome tale metodo ci sembrava suscettibile ad interpretazioni soggettive, abbiamo scelto una strada differente, ovvero la segnalazione come errore di TUTTI i casi, quindi:
- assenza di congiunzioni; - congiunzione al posto del verbo (e - è / a - ha) e viceversa; - errate preposizioni ad inizio frase; - parole errate.
Il risultato dell’analisi ha prodotto 430 errori su 16.672 parole trasmesse, ovvero una precisione del 97,421%, di gran lunga superiore alla precisione media inglese, che si attesta oggi intorno al 96%.
Ma allora, perché se il servizio è così preciso ed accurato, l’ENS continua a lamentarsi quotidianamente ?
Le motivazioni saranno molteplici, ma sicuramente le principali sono:
- mancanza di conoscenza della problematica e della situazione europea e mondiale; - difficoltà oggettiva nella comprensione di un “parlato spontaneo” sotto forma scritta.
Per il primo punto, riteniamo indispensabile che i fruitori della sottotitolazione, attraverso i propri rappresentanti delle associazioni di appartenenza, si confrontino con noi, osservando attentamente i flussi di lavoro e le problematiche derivanti e stabilendo insieme a noi degli accorgimenti che limitino il più possibile i problemi descritti sopra. Questo lavoro è stato fatto con successo in Inghilterra ed in altre Nazioni è in atto, dove le associazioni dei sordi contribuiscono allo sviluppo ed alla qualità dei servizi loro rivolti. Da parte nostra abbiamo invitato da diversi mesi l’ENS, attraverso il suo Presidente, ed altre associazioni, senza mai ottenere una risposta.
Riguardo la comprensione della lettura di un “parlato integrale”, purtroppo risulta a volte difficile anche per un udente con una perfetta padronanza della lingua. A differenza dei Telegiornali, che sono in grande parte composti da servizi scritti e poi solo letti dal conduttore o dai corrispondenti, quindi già corretti dal punto di vista grammaticale e sintattico, le “vere” trasmissioni in diretta, quali show, contenitori, approfondimenti, ecc., non seguono un copione preparato precedentemente ma lasciano libero spazio ai conduttori e agli ospiti, che si esprimono introducendo le problematiche elencate in precedenza. Un udente capisce il senso del discorso perché oltre a sentire, coglie tutte le sfumature dettate dall’inflessione e dal tono di voce, che associati alla gestualità, rendono più facile la comprensione, mentre la pura lettura integrale del testo il più delle volte diventa di difficile comprensione.
La Gialappa’s ha usato molto questo paradosso, nei loro programmi degli scorsi anni, riportando il testo integrale di alcuni interventi televisivi di vari personaggi, che alla sola lettura risultavano esilaranti per quanto incomprensibili, nonostante fosse una trascrizione assolutamente integrale e priva di errori ! Pertanto questo problema è estraneo alle tecniche di sottotitolazione e si presenterebbe anche con una precisione di trascrizione del 100%.
Ma tutto è migliorabile, ed in questa ottica abbiamo avviato e finanziato un progetto di studio dell’Università di Forlì sulla comprensione della sottotitolazione, sia live che preregistrata. Questo studio durerà due anni e si avvarrà di collaborazioni professionali selezionate tra soggetti udenti e non udenti, ed analizzerà anche le situazioni estere, fornendo alla fine delle linee guida che dovranno essere seguite da noi e dagli altri professionisti del settore.
In conclusione, vi invitiamo a contribuire al miglioramento del prodotto che quotidianamente forniamo con dedizione e professionalità, trasformando le inutili critiche generiche e individuali in un lavoro comune di ricerca, critica costruttiva e propositiva, per il bene dei 4.000.000 di nostri concittadini che hanno pari diritti in tutti i campi, e certamente in quello dell’informazione e dell’intrattenimento televisivo.
Carlo Cafarella
Scarica lo script di Porta a Porta 15/09/2009 |